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" ... No it isn't strange, after changes upon changes we are more or less the same ..."
(Simon & Garfunkel, 1969)


7 dicembre 2007

Link scommesse!

La consueta rubrica settimanle dedicata alle scommesse si è trasferita sulla testata on-line www.laromasiamonoi.it ! In bocca al lupo!




23 novembre 2007

Scommettiamo?

 

Da un paio di mesi a questa parte ho scoperto il mondo delle scommesse: Snai, Stanley, Better, Sisal, Match-point … presente, no?

Vinco. Vinco sempre. Poco ma vinco. Certo, la giocata della vita la tento anch’io ma sono un catenacciaro di natura e allora il mio motto è: “Prima non prenderle”.

Mario Adinolfi sosteneva, a ragione secondo me, che chi si convince di potersi arricchire con le scommesse è un povero illuso.

Però la tentazione è forte, l’occasione fa l’uomo ladro e così via. L’obiettivo a questo punto, diventa quello di riuscire a rientrare sempre e comunque delle spese; cioè continuare a sognare la vincita della vita non con i nostri soldi bensì con quelle poche decine di euro che, di settimana in settimana, riusciremo a togliere al nostro allibratore.

Come funziona il gioco delle scommesse? Il nostro allibratore di fiducia ci concede di scommettere su ciò che vogliamo. Per esempio questa settimana potremmo puntare i nostri soldi sulla vittoria dell’Inter contro l’Atalanta (1.28). Oppure potremmo semplicemente scommettere che l’Inter segni un gol, indipendentemente dal risultato finale (1.03). O magari che, tra i marcatori, ci sia Ibrahimovic (1.75). Se invece riusciamo a indovinare che Ibra sia il primo marcatore il nostro bookmaker ci concederà un po’ di più (circa 4). Praticamente, una volta deciso su cosa scommettere, il coefficiente che farà la differenza, sarà la nostra disponibilità economica. Puntiamo un euro su Ibra primo marcatore? Ne vinciamo 4. Puntiamo 100? Vinciamo 400.

Ora, la tesi di Adinolfi era: partiamo da un budget importante (diecimila euro ad esempio), puntiamo sempre e comunque su quote sicure e, alla fine della stagione, i nostri diecimila euro si saranno rivalutati ben più di ogni altro possibile investimento. Perché il gioco non va sfidato ma calcolato. Sfruttato.

Giusto, giustissimo. A patto di avere diecimila euro.

Io non li ho. E comincio con pochi euro. Di settimana in settimana cercherò di costruirmi un piccolo bottino. Vincere 30 euro rischiandone 5 non è lesa maestà, sebbene mi renda conto che le vincite che danno felicità siano altre. Ma ci arriveremo più avanti.

Il mio bookmaker di fiducia è la Stanley e le quote che vi fornirò, pur non essendo del tutto dissimili da quelle degli altri concessionari di scommesse, vengono dall’Inghilterra.

I primi soldi me li metto da parte così:

ARSENAL – WIGAN 1 (1.16)

I Gunners sono ancora imbattuti nella premier league inglese. Pochi i colpi a vuoto: nell’ultimo mese si registrano solamente i pareggi contro due grandi: Man Utd e Liverpool (in trasferta). La banda di Wenger ha poi ripreso il suo cammino trionfale battendo il Reading fuoricasa (1-3). Il neopromosso Wigan invece è sconsolatamente penultimo. Ha giocato sette partite esterne, raccogliendo la miseria di un punto, frutto di un pari e sei sconfitte. All’Old Trafford, poche settimane fa, ha rivitalizzato i Red Devils (4-0), reduci da una lunga sfilza di vittorie di misura che avevano ipotizzato l’ennesimo Under. L’Over sarebbe d’obbligo ma la legge dei grandi numeri ci è contro. Niente Over dunque, per ridurre i rischi. Ci giochiamo l’1, quotato 1.16.

GENOA – ROMA O (1.85)

O come Over, ossia almeno tre gol segnati durante i novanta minuti. La gara tra Genoa e Roma promette gol e spettacolo. Grifone e giallorossi vantano i giochi più spettacolari della seria A. La difesa a tre di Gasperini promette grandi spazi ai giocolieri della Roma che, pur privi di Totti, sono sempre da ... "Over": grandi in attacco ma con problemi in difesa. E va altresì considerato che, a Marassi, Spalletti schiererà Ferrari e Panucci come coppia centrale, date le assenze di Mexes e Juan, e Curci tra i pali. Insomma, la retroguardia non offre grandi garanzie. Nelle ultime gare la Roma, con eccezione della vittoriosa trasferta di San Siro dello scorso 28 ottobre (0-1 col Milan), ha sempre fatto registrare almeno 3 gol. 2-2 contro l’Empoli, 2-2 a Lisbona, 3-2 nel derby con la Lazio, 2-1 sempre con i portoghesi; Poi addirittura il rocambolesco 4-4 interno con il Napoli e lo 0-3 esterno di Parma. E’ una squadra matta, e noi la premiamo scommettendo che la partita finirà con almeno 3 gol segnati (1.85). Per i più coraggiosi Stanley offre addirittura una quota irrinunciabile: l’Over 3 (almeno 4 gol segnati nella partita) paga ben 3.35 volte la posta!

BAYERN MONACO – WOLFSBURG 1 (1.22)

Il Bayern, nelle ultime settimane, ha deluso le aspettative dei suoi tifosi ma soprattutto degli scommettitori. Due passi falsi in campionato (il pari interno con l’Entraicht e la sconfitta di Stoccarda) ed il pari interno con il Bolton in Uefa sono stati la fortuna delle ricevitorie di mezzo mondo che, grazie alle mancate vittorie di Toni e compagni, hanno potuto risparmiare qualche milione di euro in vincite da pagare. Ora però Amburgo e Werder Bremen tallonano i bavaresi ed il primo posto in campionato è in pericolo. Urge un’inversione di tendenza che certamente arriverà. Il Bayern non ha mai perso in ca in questa stagione (quattro vittorie e due pari); il Wolfsburg dal canto proprio, giunge all’Allianz arena con ben due sconfitte sul groppone; in appena sei trasferte ha già subito la bellezza di tredici gol. Invito a nozze per Kaiser-Toni!

DORDRECHT – AGOVV OVER 3 (1.89)

Un campionato difficile: la serie B olandese. Vittorie certe non esistono ma di sicuro c’è che l’organizzazione di gioco è spesso approssimativa e i gol sempre molti. Abbiamo preso in analisi l’Agovv, squadra di metà classifica ma con un rendimento esterno deficitario: in otto gare lontano dalle mura amiche ha infatti collezionato il misero bottino di una vittoria, due pareggi e cinque sconfitte. Non sono però i punti che interessano. Il dato sul quale ci soffermiamo è quello dei gol subiti: 28. Statisticamente parlando l’Agovv subisce 3.50 gol a partita. Il Dordrecht invece, con 33 gol segnati, può vantare il terzo miglior attacco del campionato. LA gara finirà con almeno quattro gol segnati? Ce lo auguriamo e puntiamo!

Giunti alla fine ci è sufficiente moltiplicare tra di loro le quote dateci da Stanley. Quindi:

1.16 X

1.85 X

1.22 X

1.89

______

4.95

Cinque volte la posta. Giochiamo dieci euro e vinciamone 49.50. Vi sembra poco? Non dite così. La prossima settimana, con i 50 intascati nel week-end, potrete rigiocare. E la settimana dopo …

Per i giocatori incalliti a caccia di quote succose, segnalo:

Livorno - Sampdoria (Over 1.96, Over 3 invece a 3.83!)
Frosinone - Grosseto (Over a 1.96, Over 3 invece a 3.80!)

Serie B olandese (Jupiler league):
Volendam - Rosendaal (Over 3 a 2.01)
GoAhead - TopOss (Over 3 a 1.89)

Serie D inglese (terza divisione):
Milton Keynes - Chesterfield 1 (1.80)
Hereford - Accrington (Over a 1.80)

Un'altra possibile cinquina?

Triestina - Cesena (Over a 1.83)
Rimini - Vicenza (Over a 1.73)
Frosinone - Grosseto (Over 1.96)
Genoa - Roma (Over 3 3.35)
Volendam - Rosendaal (Over3, 2.01).

Moltiplicate e ottenete 41.78. Magari, senza rischiare troppo: 1 o 2 euro (si, da Stanley si può). Gioca un euro e vincine 41, 78. Giocane 2 e vinci 83.56 euro. Gioca 5 e vinci 209 euro. 

La giocata della vita:

Che cos’è? E’ quella sulla quale rischieremo poco perchè non ci darà mai soddisfazione. Ma cos’è un giocatore se non uno che spera di poter cambiare la propria vita con una super vincita?

E allora facciamoci sotto e, almeno una volta alla settimana, speriamo di poter arrotondare il mese con un altro stipendio. Di avere una speranza in più prima di andare a letto!

Eccola qui:

ARSENAL – WIGAN (over, 1.58)

LIVORNO – SAMPDORIA (over, 1.96)

JUVENTUS – PALERMO (over, 1.74)

GENOA – ROMA (over3, 3.35)

BORUSSIA MOENCHGLADBACH – OFFENBACH (over 1.42)

TRANMERE – SWANSEA (OVER 1.42)

Darlington – Wycombe (over, 1.74)

HEREFORDACCRINGTON (over, 1.73)

FROSINONE – GROSSETO (over 1.96)

NORTHWICH – RUSHDEN (over, 1.49)

TORQUAY – WOKING (over, 1.42)

RCK WAALWJCK – STORMVOGELS (over, 1.3)

VOLENDAM – ROOSENDAAL (over3, 2.01)

GOAHEADEAGLES – TOPOSS (over 3, 1.89)

14 risultati corretti. Giocando un euro se ne vincerebbero 2891.

Ho giocato questa schedina impossibile con 4 amici. Un euro per uno. Per una vincita potenziale di oltre undicimila euro!!!
Non vinceremo mai, ma spereremo insieme, come quelli della pubblicità di Better. Scommettere è amorale. Ma è un grande momento di aggregazione.

Non c’è nulla di sicuro di sicuro nelle scommesse. Ma la fortuna non cerca noi


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permalink | inviato da leporelli il 23/11/2007 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



17 novembre 2007

Stralunata e irriverente: allèz Momo!






Chi negli anni ha frequentato con continuità i locali notturni del quartiere universitario di San Lorenzo, a Roma, la conosceva già da un po’. Gli altri, tutti gli altri, l’hanno invece scoperta durante l’ultimo festival di Sanremo. “Apri fondanela, chiudi fondanela”: dice niente?

Io le mie notti brave a S. Lorenzo le ho trascorse ma con cadenze poco più che occasionali e in Momo non mi ero – ahimè – mai imbattuto.

Me ne aveva tuttavia parlato un conoscente comune, Maurizio Ponziani, il cantautore rivelazione dello scorso Premio Tenco. Tutto ciò che sapevo era che Momo non fosse solo quella di fondanela. Ora però, benchè facile intuire ciò che una non è, ben più arduo era invece immaginare in quale onda di quel mare magnum che è l’arte, Momo nuotasse.

“Vuol dirci quali sono le parole che lei adopera più spesso nei suoi scritti nella convinzione che facciano ridere il lettore?”. “Sono artistoide, cinematografaro, goliardo, untorello, scrittorello, aficionado, politicastro”.

Ecco, ci viene incontro l’arguzia di un genio: Ennio Flaiano. Nel 1954, come oggi, la tentazione di abbattere (si, ho detto abbattere!) tutta quella varia umanità - non sempre giovane, perdipiù – artistoide e sinistrorsa adusa a dimenarsi – suscitando perlopiù imbarazzo – sui palchi più naif di mezza Italia, è evidentemente grande. Tutto già visto, tutto già sentito. E’ per questo che ci si meraviglia di scoprirsi appagati dopo aver ascoltato un buon artigiano. Uno senza estro magari ma che conosce il mestiere.

Flaiano ci aiuta ad inquadrare però solo un contesto. Per parlarvi di Momo aggettivi come artistoide o sinistrorso, che tutti, a vario titolo, si sono visti più o meno affibbiare, non servono.

Io l’ho scoperta giovedì sera, al Lian di San Lorenzo e con grande meraviglia. Momo è un’artista: punto e a capo, altrimenti non ci capiamo. Si può aggiungere qualche possibile chiave di lettura e alcuni tra gli aggettivi che le donerebbero sarebbero forse stralunata (ma non troppo), fulminea (ma mai sfuggente), irriverente (mai a sproposito), nebulosa (ma alla fine del tunnel si vede l’alba), cialtronesca (nel senso del clown).

Etichettare Momo, nonostante i tentativi, resta ad ogni modo impossibile; ma si tratta di un esercizio fortunatamente non necessario. Puoi cadere nella tentazione - io l’ho fatto - di trovare nella sua poetica quello che vuoi, appiccicargli dei padri artistici, scoprire ad uno ad uno gli “inquilini del suo pantheon”; l’importante è non sfuggire l’essenziale. Il suo punto di vista. Quando si parla di lei è facile accostarsi a parole come “clownesca”, “folletto”, “gnometta”. E magari non a torto.

Momo ha lo sguardo puntuto e la capacità di raccontare, con il distacco dell’attento osservatore ma anche con la partecipazione di chi soffre il proprio tempo. Storie vere, ironiche, per alcuni magiche. Ci sono i diseredati di De Andrè (il secondo classificato, il giocoliere, che fa finta di piangere ma vorrebbe far ridere); e c’è la stessa rassicurante indulgenza ma, se possibile, una tenerezza tutta femminile che rende Momo assolutamente peculiare. Il cinismo e la tagliente vena ironica della cantautrice abruzzese colpiscono la vita e il potere (che bella gente; e poi ve lo immaginate un buon governo con Zio Paperone ministro delle finanze?). Superfluo è spiegare come, in questi casi, ci si senta molto meno rassicurati.

E’ comunque per questo che nel gioco godurioso degli accostamenti, che tuttavia non sempre diverte gli artisti – spero che non me ne voglia se dovesse leggere queste righe - in Momo ho creduto di rivedere il disincanto di Rino Gaetano e la disillusione di Enzo Jannacci, uno che, manco a farlo apposta, si definisce “poetastro”. E proprio come accade con il chirurgo milanese, il meglio di Momo è quasi sempre il peggio della società moderna.

Questo è solo un abbozzo, una tavolozza di prime e fugaci “sviste”. Non vado oltre perché l’ho potuta ascoltare una volta sola e Momo merita un secondo ascolto prima di una venerazione incondizionata. La prima impressione che ho avuto è che ci si trovi di fronte ad un artista che, della vita, ha capito tutto … anzi parecchio. E che non la prende troppo sul serio. Flaiano sentenzierebbe: la situazione è grave ma non è seria.




24 agosto 2007

Che cos'è il pinot nero?

 

Al ritorno dal mio viaggio in Borgogna l'ho finalmente capito. Il Pinot nero non è solo un vitigno e non è solo un vino. Il Pinot nero è una categoria dello spirito.

Lo capireste se aveste percorso a passo di bicicletta la costa d'oro, cinquanta chilometri di strada immersa tra le vigne. Tra Dijon e Beaume.


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10 agosto 2007

Pensando al pirata






Qui trovate un momento di straordinaria intensità sportiva. E' il tour de France del '98, il tedesco Ulrich è il grande favorito e la gara a tappe più importante del mondo, la grand boucle, si decide spesso nei tapponi di montagna.

Il giorno del Galibier il tedesco ha tre minuti di vantaggio su Pantani, la maglia gialla sembra al sicuro ma proprio nella salita da Briancon, il pirata si lancia in un attacco ferocissimo, mette giù la testa e pedala, pedala, pedala ... dimentica persino di guardarsi indietro, di controllare il vantaggio ed il possibile rientro in gara di Ulrich. Pedala, pedala, pedala ...

Pedala così tanto che al termine della tappa - che vincerà - avrà accomulato nove minuti di vantaggio sullo stremato Ulrich. Nove minuti, un 'infinità: la maglia gialla passa di mano. Il tour è suo.

Una volta mi regalarono una maglia di Pantani. O almeno così mi dissero. O forse dissero loro così, a coloro che me l'hanno regalata. Anche solo per fare un pò più di piacere. La bici, la maglia della mercatone uno con la quale Pantani vinse l'ultimo tour con un italiano in cima al podio. Una bandana nera. Domattina parto per Briancon, domenica proverò a scalare il Galibier, passando per il Lautaret. Ventotto chilometri di salita con pendenze fino al 12%.

A presto e buone ferie anche a voi!





30 luglio 2007

Adinolfi: "Internet? L'apparato non l'aveva calcolato"

Venerdi è stato pubblicato un bellissimo articolo sulla candidatura di Mario Adinolfi alla leadership del Partito Democratico, a firma di Valentina Ascione. Adinolfi ha dato finalmente un po’ di pepe a queste Primarie: l’unico, oltre a Veltroni, a dare un giudizio sugli altri candidati. Nell’articolo troverete anche una considerazione sulla sua scelta di scindersi da iMille di Sofri e Scalfarotto. Di seguito l’articolo dell’Ascione, in esclusiva sul web.

Dal blog alle primarie: la favola di Adinolfi

Con il sostegno di internet il noto blogger si candida alla guida del Partito Democratico. E i primi sondaggi gli danno ragione

di Valentina Ascione

“Si può fare” è il suo grido di battaglia; i 300 spartani delle Termopili, Moro, Howard Dean e Barack Obama gli inquilini del suo Pantheon; la Rete il suo asso nella manica. Mario Adinolfi – giornalista 35enne, blogger di successo – è il candidato più giovane alle primarie del Partito Democratico, in programma il prossimo 14 ottobre. Nessun partito alle spalle, solo l’appoggio delle associazioni Generazione U e Democrazia Diretta. Nonostante la nota passione per il poker sportivo, però, Adinolfi non bluffa: quella di mettersi in gioco in prima persona è una scelta ardua ma consapevole. Un guanto gettato ai colossi della nomenklatura di centrosinistra in nome dei 28 milioni di under40, che nel Parlamento italiano sono come fiori nel deserto (“un genocidio politico generazionale”, l’ha definito); e poco importa se - come pare - il superfavorito Walter Veltroni, con una piccola deroga al suo leggendario buonismo, abbia definito “velleitaria” la candidatura outsider di Adinolfi. I dati, infatti, sono tutt’altro che velleitari: un sondaggio Ipr Marketing, all’indomani della presentazione del programma, dava Mario Adinolfi al 6%. Una percentuale sorprendente e incoraggiante, che ha retto meglio di altre all’annuncio delle candidature eccellenti di Enrico Letta e Marco Pannella. Un dato che mette paura se si pensa che Adinolfi, contrariamente ai candidati di grido, non è coccolato quotidianamente dai grandi media nazionali. Potenza di internet? Le vicende politiche d’oltreoceano suggerirebbero di sì. Certo è che il contatore delle visite del blog www.marioadinolfi.it viaggia a ritmi altissimi. Mentre il post che illustra il programma – presentato rigorosamente on-line - ha registrato centinaia di commenti, anche per merito dell’assiduità del diretto interessato e della tempestività con cui risponde agli inter(net)locutori. L’attenzione della Rete, insomma, è davvero alta; e il consenso tanto ampio e trasversale che l’audace Mario ha perfino incassato la benedizione di alcuni tra i più noti bloggers di centrodestra. I numeri sembrano dunque sorridere al candidato outsider, tanto che lui ne ha scelti tre per riassumere il proprio programma elettorale: Cento, due, zero. “Cento è la quota che - spiega Adinolfi - consideriamo credibile per sostenere il sistema pensionistico e non avviare la generazione dei nati negli Anni ‘70 e ‘80 a pensioni da fame. Due è la percentuale del Pil italiano che vogliamo sia investita in ricerca scientifica, da subito, partendo dall'assegnazione di strumenti di decenza economica per i giovani ricercatori universitari”. Zero è infine la percentuale “degli interessi dei mutui per le giovani coppie che acquistano la prima casa, zero vincoli all'ingresso nelle libere professioni, zero dubbi sul fatto che lo Stato è laico, laico, laico”. La raccolta firme per la presentazione delle candidature è al rush finale: il 30 luglio scade il termine per la consegna a piazza SS. Apostoli, e in quella data si avrà il quadro definitivo dei nomi in lizza per la Segreteria del costituendo PD. Per quanto difficile, è solo il primo passo: la sottile complessità delle regole elettorali, infatti, non favorisce gli outsider; ma, come ha dichiarato Adinolfi, “c’e internet, e questo l’apparato non l’aveva calcolato”. Intanto la macchina organizzativa del comitato “Si può fare” lavora a pieno ritmo, sotto la guida della scrittrice Michela Murgia; l’entusiasmo c’è, l’ottimismo pure e tra poco meno di tre mesi si vedrà quanto, di ciò che si può fare, sarà stato fatto. Tuttavia, al di là del verdetto del 14 ottobre, Mario Adinolfi sta scrivendo una pagina nuova e rivoluzionaria della politica italiana. Un precedente da cui sarà difficile tornare indietro e che, proprio per questo, lascia ben sperare.

Abbiamo incontrato Adinolfi per sapere direttamente da lui come sta vivendo questa sfida, quali sono le sue speranze, quali i timori e cosa pensa degli altri candidati. Sentiamo come ci ha risposto.

Adinolfi, cominciamo dall'inizio di quest'avventura. Quando la lista de iMille - nata sul web e di cui è stato promotore - ha deciso di sostenere Veltroni, lei l'ha lasciata per correre da solo. Perchè?
Perché ero e sono convinto che questa sia un'occasione imperdibile di protagonismo per una generazione, quella di chi è nato negli Anni Settanta e Ottanta, che è vittima di un genocidio politico: nessun eletto in rappresentanza degli under 40 nei gruppi parlamentari dell'Ulivo. Nessuno. Eppure gli italiani sotto i quarant'anni sono ventotto milioni. I Mille erano una lista "garibaldina" fin dal nome. Quando hanno deciso di fare i portatori d'acqua in attesa dell'ennesima cooptazione che non arriverà, Generazione U ha deciso di porre una sua candidatura. L'ha fatto con determinazione e con determinazione ne difenderà le chances di successo”

Teme che logica della cooptazione sarà determinante anche nell'esito di questa elezione?
”Assolutamente sì. Il conflitto l'abbiamo aperto per questo”

Ha dichiarato che il meccanismo che regola il funzionamento delle Primarie chiude molti spazi alla sua candidatura. In che modo?
”Bisogna saltare mille ostacoli, raccogliere firme in molte regioni d'Italia e a migliaia, farle certificare dagli eletti, che fanno muro davanti agli outsider, le soglie di sbarramento sono altissime. Eppure ce la stiamo facendo” Nonostante tutto, infatti, lei si è detto "terribilmente ottimista", e i sondaggi sembrano darle ragione.
”Certo, quando l'ultimo sondaggio mi dà al 5%, con il ministro Bindi al 7% e l'osannatissimo Letta al 10%, come faccio a non dirmi ottimista? Tutto questo ad appena una settimana dall'annuncio della candidatura”

Cosa fa di Cento, due, zero un programma vincente rispetto a quelli degli altri candidati?
”E' semplice, chiaro, lineare, propagandabile, fattibile”

Cosa intende quando dice di non essere un nuovo Scalfarotto (candidato alle Primarie 2006 dell'Unione n.d.r.), ma piuttosto l'Obama italiano?
”Noi giochiamo questa partita per vincerla. Una vittoria che non è quella di battere Veltroni, ma di affermare per la prima volta il protagonismo di una generazione”

Quale ruolo crede che avrà Internet nella corsa elettorale?
Un ruolo decisivo, non avremmo potuto neanche immaginare la candidatura senza la rete”

Che differenza c'è tra l'uso che Adinolfi fa della rete, e quello che sta tentando di fare Enrico Letta?
”Lui ci mette tanta buona volontà e molti soldi, ma resta piuttosto ingessato. Il suo video era bello, ma buono per la tv, non per il web. Per noi internet è come l'acqua per i pesci: il nostro elemento naturale”

Un aggettivo per ogni avversario. Cominciamo proprio da Letta.
”Ingessato”

Walter Veltroni
”Imperiale”

Rosy Bindi
”Coraggiosa”

Furio Colombo
”Distaccato”

Marco Pannella, sempre che gli consentano di competere
”Vanitoso”

Jacopo Gavazzoli Schettini

“Ricco”

Lucio Cangini
”Sconosciuto”

E Mario Adinolfi?
”Determinato”

Con la raccolta delle firme siamo ormai alla resa dei conti. Può darci qualche anticipazione?
”Domani saprò dire qualcosa in più. Siamo già sopra la soglia minima e contiamo di avvicinarci alla massima. Considerato che corriamo contro il sindaco più importante d'Italia, un ministro, un sottosegretario, e un senatore di lungo corso, la nostra giovane macchina di volontari ha fatto un miracolo. Non se l'aspettavano. E ora si apre tutta un'altra partita”.

valentina_ascione@libero.it




25 luglio 2007

Pannella, perchè?

Lo storico leader dei radicali Marco Pannella si è candidato alle primarie del Partito democratico.

La sua candidatura è stata tuttavia respinta dall’ufficio di presidenza del Pd poiché “ritenuta palesemente in contrasto con il regolamento e lo spirito della Costituente del Pd”.

La replica di Pannella: “E’ una scelta di regime, io non mollo”.

 

E c’è da credergli!

 

Qualcuno saprebbe tuttavia  spiegarmi perché, nella sede dei radicali di Roma, in Via di Torre Argentina, è in corso una riunione capeggiata dall’iniziativa dell’infaticabile tesoriera Zamparutti, per organizzare la raccolta delle firme che serviranno ad appoggiare la candidatura di Pannella?!?




23 luglio 2007

Si può fare!



Va bene: saremo giovani e non giovanilisti. Intanto la nostra battaglia per le primarie del partito democratico comincia con la raccolta delle firme per la lista di Mario Adinolfi.  Sul sito del candidato troverete il suo programma.

Le primarie, non c'è dubbio, verranno vinte da Veltroni. Ma se c'è qualcosa che possiamo fare allora abbiamo l'obbligo morale di farlo. E lo faremo.

C'è tempo fino a giovedì per raccogliere le firme. Chi volesse dare sostegno a questa candidatura può contattare il comitato promotore all'indirizzo
adinolfi2007@gmail.com . Oppure lasci un commento su questo blog e vedrò di fare il possibile.


Nel frattempo ricordate i tre numeri: CENTO, DUE, ZERO!


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22 giugno 2007

Consigli per l'estate




E' estate, il caldo è torrido, voglio fare il bagno e ho solo pochi minuti: non ho la benché minima intenzione di sborsare un euro. Potrò farlo? Si, dovrei poterlo fare. Agevolmente.
E invece può essere un'impresa. Lunghi tratti di litorale sono dominati dagli stabilimenti balneari e magari, come è capitato a me, pochi giorni fa, a Santa Marinella, poche decine di chilometri a nord di Roma, i tratti di spiaggia libera sono davvero poco invitanti. Cosa fare?


Posso utilizzare gli ingressi di uno stabilimento per raggiungere la battigia ed esercitare il mio diritto alla balneazione? Si, lo posso fare, anche se i gestori degli stabilimenti vi chiederanno di pagare un biglietto di ingresso che vi darà la possibilità di usufruire di certi servizi dei quali, almeno per ora, non avete bisogno.

Scena tipo:
"Posso entrare per fare il bagno?"
"Certo che può - strappa il biglietto - sono tot euro".


Allora voi belli belli fate così: vi stampate quello che trovate qui (è il testo integrale della legge 296/2006), andate dritti dritti al comma 251 dell'art.1 e leggete ad alta voce:

è fatto "...obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione...".

Vi costerà qualche imprecazione, nella peggiore delle ipotesi tenete gli occhi aperti su borse e indumenti che lascerete incustoditi a riva: la vendetta potrebbe arrivare da terra.




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8 giugno 2007

Rinviato il premio a Cocciante

La Siae ha deciso di rinviare il conferimento del premio "creatività" a Riccardo Cocciante per motivi di sicurezza.

A margine: 

07-06-2007 Siae: diritto di critica, non campagne diffamatorie

Partono le azioni legali

Stanno circolando lettere e comunicazioni diffamatorie sull’operato dei vertici gestionali della Siae, che violano le norme di legge sul diritto di critica e di cronaca, superandone i limiti con affermazioni false o inesatte o devianti, o lesive del diritto della personalità. Di fronte a queste affermazioni, i vertici gestionali della Siae, pur nel rispetto del diritto altrui di manifestare critiche ed opinioni, hanno dato mandato ad alcuni legali per tutelare la loro reputazione ed il loro onore e, comunque, per ristabilire la verità dei fatti, secondo le procedure previste dalla legge.


Quanto sopra riferito è riscontrabile sul sito www.siae.it e non è direttamente legato a quanto affermato su questo blog. Ci duole tuttavia dover constatare che un ente importante come la Siae abbia così tanti "detrattori". Per la serie ... "un motivo ci sarà"!


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